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Questa, in estrema sintesi, potrebbe essere la storia della concessionaria iniziata con Primo Moretti  un anno dopo la nascita della Moto Guzzi di Mandello del Lario. L’inizio di questa avventura risale tuttavia al 1919 quando Primo Moretti apre la rivendita di motociclette Frera in via Garibaldi a Macerata;  nel febbraio del ‘22, iniziato il sodalizio con Moto Guzzi, si sposterà poi in Corso Cavour dove rimarrà la sede della concessionaria fino ai nostri giorni.

 

La prima Moto Guzzi giunta a Macerata: la prova avviene in Viale Indipendenza, con altri quattro amici.

Fin dagli esordi, Primo Moretti è stato un importante pilota  la cui lunga e pluripremiata carriera agonistica  lo ha portato spesso a confrontarsi in sella alle sue Moto Guzzi con avversari del calibro di Nuvolari  e Varzi. Pilota ma anche costruttore negli anni Trenta con la Moto Moretti,  moto leggera di 175 cc con la quale parteciperà anche ad alcune competizioni.

Circuito del Savio: primo classificato

SOURCE SANS PRO

storia

Primo

1922

"abbiamo

solo

Moto Guzzi

sempre

dal 1922"

venduto

1940

Primo Moretti prima della partenza a Carpi

Anche il figlio Giovanni, con altrettanti importanti risultati,  seguirà sulle piste d’Italia le gesta del padre fino a divenire nel 1948 pilota ufficiale della squadra Moto Guzzi.  La stampa lo ribattezzò Joannì, l’Omino di Monza, per la sua piccola statura.  Vinse a Monza, ma proprio in quel cirucito, nell’ottobre del 1948finì la sua avventura in seguito ad una fatale caduta in sella alla bicilindrica ufficiale appartenuta a Omobono Tenni. Fu lutto cittadino.

La squadra Frera: Moretti, Poletti, Acerboni, Frera, De Agostini

Fu verso la fine di questo decennio che Giovanni fondò in onore del padre il Moto Club Primo Moretti poi rinominato Primo e Giovanni Moretti.

Nel 1950, per iniziativa del Moto Club e grazie ad una sottoscrizione nazionale, fu eretta all’interno del cimitero della città la tomba monumentale in loro ricordo.

 

Lidia

Giovanni

Arrivò così il momento della Signora Lidia,  sorella di Giovanni che con una tenacia e una tempra ormai di altri tempi proseguì, assieme al marito Dino Freddi, nella gestione della concessionaria. Ancora sempre presente in negozio, non corre più con le sue Moto Guzzi - il Guzzino e l’Airone - ma molte sono le testimonianze della sua lunga attività e delle sue “imprese” come quando, nei primi anni ’50, partecipò in sella alla sua Guzzi a quella gara dove vinse sbaragliando tutta la concorrenza femminile, compresa la Contessa Anna Leopardi dal Pero discendente di Giacomo Leopardi.

 

 

1950

Saranno gli anni in cui anche altri componenti della famiglia parteciperanno, a diverso titolo, alla vita della concessionaria, come zio Mario  a tutti famoso per aver girato in lungo e in largo l’Europa con il suo Galletto, o come zio Rodolfo  detto Lolò e le sue numerose partecipazioni al Motogiro d’Italia in sella alle Moto Guzzi ma anche a Gilera, Morini, Bartali e Mondial.

Austria 1950

Motoclub

Dino

1970

Rodolfo

Anche il Sig. Freddi,  assecondando la sua grande passione per i motori, correva ma con le auto.  Grande era la sua ammirazione nei confronti di Enzo Ferrari  e più in generale per tutto il mondo delle corse automobilistiche e motociclistiche. Sarà grazie alla sua competenza e alla sua perizia, spesso coadiuvate dalla collaborazione di Bruno Scola per la preparazione delle Guzzi da corsa,  che i primi V7 Sport e poi i vari Le Mans continueranno a tenere alto lo stemma dell’aquila italiana sulle strade cittadine e appenniniche ma anche in alcuni circuiti motociclistici.

 

In officina era ancora presente, dopo ben 40 anni di attività, Alessandro Micozzi detto Lisà,  meccanico di fiducia di Giovanni e per questo specializzato nei vecchi motori Guzzi; dai primi anni ’70 sarà presente in officina anche Massimo Rossetti detto Massimì,  un giovane meccanico tecnicamente molto preparato che in futuro diventerà un ottimo preparatore di moto da corsa e costruttore dei motori “Rosmotor”. Sarà dunque compito di Dino Freddi tramandare, per i futuri decenni, ai figli Pietro e Roberto tutti i segreti del nuovo bicilindrico Guzzi.

1960

Mario

Primo

e Giovanni

Moretti

Siamo nel pieno degli anni Settanta, per molti il periodo d’oro del motociclismo moderno. E’ in questi anni e in tutto il decennio successivo che il Moto Club Primo e Giovanni Moretti diventa una vera e propria istituzione per il territorio maceratese e per i suoi motociclisti.

Innumerevoli saranno le gare organizzate, le fiere del motociclo, le semplici occasioni di incontro e le partecipazioni ai raduni nazionali e internazionali,  tanto da consolidare e divenire nel tempo, la ragione forse più profonda dell’attaccamento e dell’amore per il marchio Moto Guzzi in questa piccola parte del nostro Paese.

1980

Pietro

Pietro,  che assieme a Roberto rappresenta la terza generazione della famiglia, è di fatto il testimone di questo ultimo passaggio di generazioni. E’ presente in officina fin dalla fine degli anni Settanta, anni in cui in sella al suo Stornello Scrambler,  di certo elaborato ben oltre il dovuto, riusciva a vincere alcuni titoli regionali di Regolarità. La sua attività è stata spesso rivolta al restauro e alla riparazione.

oggi

Roberto

Infine Roberto,  oggi responsabile in tutto e per tutto della Ditta.

Molti sono stati i riconoscimenti ottenuti;  la competenza, la professionalità e la disponibilità di Roberto sono riconosciute non solo dalla clientela più giovane, ma anche da quella storica, spesso ancora molto legata agli anni in cui Roberto, ancora adolescente, vedeva sfrecciare le prime rosse fiammanti Le Mans. Tanti sono oggi i clienti che avendo vissuto anche solo una parte della storia di questa officina, ritrovano in Roberto la medesima cortesia, modestia, tenacia e testardaggine che furono del padre Dino e che sempre sono dell'artigiano con il  suo profondo rispetto e amore verso il proprio lavoro.

 

 

Con questa passione, iniziata con le prime frequentazioni dell’officina,  nel poco tempo ora rubato agli impegni con i suoi clienti, corre con la sua Moto Guzzi nelle gare di moto Classiche e nel Campionato Endurance per moto Classiche;  è sempre bene mantenere alta e viva la tradizione di famiglia.